L'Arte come Tempo e Colore

Dal 1988, il percorso dell’artista sanvitese Viviano Di Bella si muove tra pittura e design d’avanguardia. 

Nelle sue grandi tele, la forma della corolla si ripete con un ritmo compatto che evoca la magia di un prato fiorito: uno spazio assoluto dove il tempo si dilata e l’uomo contemporaneo può ritrovare armonia, luce e colore in totale libertà.

Spinto dalla curiosità e dal bisogno di sperimentare, Di Bella ha esteso la sua arte oltre la tela, affermandosi come artista poliedrico. Utilizzando prima materiali come vetro e cartone per sculture luminose, e dal 2000 il silicone per vasi esclusivi, l’artista unisce ingegno, abile manualità e gusto cromatico, dando vita a veri e propri oggetti di design unici nel loro genere.

Prato fiorito Di Bella


LE OPERE

Quadri di fiori di Di Bella

TELE GRANDI

Acrilico su tela

Quadretti di Fiori di Di Bella

TELE 25X25

Acrilico su tela con cornice in legno

Vasi di Di Bella

VASI

Vasi in silicone

Lampade di Di Bella

ILLUMINAZIONE

Lampade in silicone, vetro e mosaico

I PROSSIMI EVENTI

Liberi - Antiche Carceri di San Vito al Tagliamento

Siamo entusiasti di presentare "Liberi", un viaggio immersivo attraverso le ultime creazioni di Viviano Di Bella. Circa 20 tele e 10 vasi, sono gli ultimi lavori che l'artista esporrà.

Tecniche pittoriche utilizzate in modo sapiente, volutamente liberate da crude tensioni espressionistiche, diventano la base di prati fioriti contro cieli colorati trovando assonanze con le più raffinate atmosfere della tradizione decorativa o suggestioni della pittura pop. 

Non perdere l'occasione di vivere un momento unico.
Ti aspettiamo per esplorare insieme la bellezza e il significato dietro ogni tratto.

Data: dal 13 giugno al 12 luglio 2020
Orario: Dalle 10.00 alle 19.00 
Dove: Antiche Carceri di San Vito al Tagliamento
Ingresso: Libero 

Liberi - mostra di Di Bella Scopri di più
" Ed allora il visitatore entrando in queste antiche prigioni coglierà il profumo di aria libera e luminosa regalata da Viviano a chi forzatamente dimorò in queste celle lasciando sulle pareti tracce enigmatiche di esistenze sofferte."
Gianni Scrovegno
Critico d'arte

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